Magari potrei
ordinare
la grande pinta.
La luce del sole
schiumata e calda,
dorata e soffice.
Il prezzo è il ricordo
nel vuoto del bicchiere.
Take a journey to the bright midnight…
Magari potrei
ordinare
la grande pinta.
La luce del sole
schiumata e calda,
dorata e soffice.
Il prezzo è il ricordo
nel vuoto del bicchiere.
In simbiosi
col fuoco
in me.
A scambiarci
le forze
e consumarci.
Bruciore lento.
Allucinazioni,
vedere te
nel buio della notte.
Nella Luna più bella che c’è.
Notti insonni,
distesi sui mari,
sulle rive fangose.
Ore e ore
lambiti dal cielo
e dalla Luna.
Bruciati
da noi stessi.
Fino all’alba.
Il dolce sonno.
Antichi giardini
pazientemente adornati
di luci, e colori e suoni.
Equilibrio perfetto,
pur momentaneo,
etereo.
Distrutto dal freddo
in pochi istanti.
Tempesta tumultuosa,
il vuoto baratro
del gelo.
E petali danzanti
su fiori morenti.
Lampi nel sereno.
Incomparabilmente
immobili.
Chiarore intenso
nel buio della notte
e Luna calante.
Paura dei ricordi
e sguardo avanti.
Tu.
Bagliore immenso.
Li vedo.
Vedo i loro
languidi spettri
bianchi e
insonni nel buio
della notte.
Miserabili,
giacerete tiepidi
su monti di creta.
Inermi.
Colori brillanti,
giorno che cresce,
clacson
e urto d’auto,
lamenti
e minacce di morte.
I balconi si fanno spalti.
Maggiolone giallo
brillante,
mi hai fatto tirare giù
tutti i santi del mondo.
Eco di luci
risuona
su nubi
di nebbia.
Nascosti e
tremolanti
personaggi
alterati
scivolano
per le vie
della notte.
Rossa
di nuovo.
Lucciole.
Piangono briciole
di lacrime.
Mi sono fermato
per far passare
due cani.
E mi è sembrato
il momento più
giusto del mondo.
Animali
nella notte rossa.
Tramonto.
E le ombre
s’allungano.
Gelo e vento.
Lacrime di condensa
brillano sui vetri.
Tenebre.
Si alzano tremando
nella sera immensa.
E bianchi spettri
accendono i fuochi
ballando.
L’inizio dei giochi.
E la fine
di ogni speranza.