Viandanti di sogni,
lunghi viaggi.
Miraggi
e tatuaggi,
oscuri segni
e messaggi.
Oceano nel cielo,
fotomontaggi,
universo parallelo.
Paesaggi di Luna,
e poi il gelo.
Ultimo angelo.
Take a journey to the bright midnight…
Viandanti di sogni,
lunghi viaggi.
Miraggi
e tatuaggi,
oscuri segni
e messaggi.
Oceano nel cielo,
fotomontaggi,
universo parallelo.
Paesaggi di Luna,
e poi il gelo.
Ultimo angelo.
Sensi attoniti,
paralizzati.
Fissi, eppure
spalancati.
Vociare lontano,
passi su rampe
di scale,
gente socievole
e il volume che sale.
Sguardi amichevoli,
rumori spezzati,
non più paure,
è tempo di vincere il male.
Risurrezione.
Fuga forzata
dal mietitore.
Rinascita,
attimo di
libertà interiore.
Risalita
dal fondo
dello squallore.
Stasi.
Guardare l’universo
da un livello superiore.
E lottare
per non cadere.
Viaggio di sogni
respirando
affannosamente.
Strani disegni
si stanno sbiadendo
istante per istante.
Rumori maligni
vanno vibrando,
esplosione imminente.
Ma troppo distante.
Giochi di luci e ombre,
fuochi occulti di tenebre
nelle nostre espressioni
serene e sgombre
da fantasie e illusioni.
Percussioni.
E lanterne accese
lungo i nostri sentieri,
chitarre suonate
da forestieri
illuminano con le corde tese
i nostri più profondi
pensieri.
Gelo improvviso,
paralizzante,
senza preavviso.
Cielo intriso
di nuvole bianche
cadute dal paradiso
di chi sogna errante
notti stanche
con la lacrima sul viso.
Caduta libera
immobili e tremanti,
come valanghe
giù dai monti.
Mondo senza santi
e senza dei.
Impossibile mirare avanti.
Ma ricordati che so chi sei.
Ultimi soffi di vento
giocando a rinchiudersi
anima e corpo nel cemento.
E timidi lampi di sole
e il continuo illudersi
di fermare l’infinito
in un momento.
Cercando nuove parole,
un altro buco tra le nuvole,
un attimo di libertà interiore,
nuove risate, nuove speranze
e nuove paure.
E la mente rimuove
ciò che non esiste più
e finisce sempre più giù.
Ciò che più non commuove.
E fuori piove.
Spiragli
di luce
bianca.
Diamanti
riflessi
nel sole.
E Luna
ci guarda
beffarda.
Senza pensieri
e senza parole.
Solitudine di notte.
E mille percezioni,
la musica che batte.
E poi improvviso
l’impulso di cercare te,
bionda nel cielo
impulso di cercar
la Luna.
Uno sguardo in alto
e più nessuna paura.
Mia Luna.
Infinita successione
di attimi,
irreversibile.
Scansione di secondi,
minuti, ore e giorni,
immutabile.
Confuse percezioni
sulla sua velocità
variabile.
Quando non lo si guarda
accelera e fugge via
inarrestabile.
E una vita intera
a guardarsi le spalle
diventa un istante.
Confusi in un oceano
a cercare una rotta
perdutamente.
Di fronte
Entità onnipotente.
(P.D.)