La musica sempre uguale,
le grida da una finestra.
Il cielo e il caldo sole.
Squali bianchi che nuotano nell’aria,
una donna esce da un’auto,
un cane passa e sorride.
Tutti gli altri sono di pessimo umore.
Uccellini cinguettano,
le auto passano tutte
facendo lo stesso rumore.
E poi un lampo.
24 Aprile 2009






30 Maggio 2009, H:22:54
vorrei davvero ricordare qualcosa che mi spingesse a spiegare quanto è doloroso piangere,ma è solo ora che attraverso le mie lacrime capisco quando si soffre. il vero strazio interiore è quello che prende un’anima nel momento in cui è già tormentata.
assolutamente inutile cercare di dare sfogo ai battiti del mio cuore, fosse per me potrebbe benissimo smettere, e piangere anche lui insieme a me.in fondo sono consapevole delle mie azioni e sono el tutto convinta di poter tornare indietro, ma sono le mie scelte a non permettermi di sbagliare per l’ultima volta, sarebbe la volta della morte. eppure la voglia di urlare quello che ho dentro, il desiderio di prendere le persone che mi hanno fatta morire, una, due, tre…. troppe volte, a calci, a testate si allontana per la mia orribile e disgustosa paura per gli altri molto più che per me stessa.
a volte trovo ispirazione da un ricordo come se fosse un pretesto, altre arriva quando cerco di scacciare tutto dalla testa perchè troppo pesante e piena di catastrofi. la gente mi tratta da cieca, da stupida, da ignorante, e io sorrido al pensiero della superficialità e dell’immaturità, davvero insoddisfatta di essere me stessa e vedere queste assurdità….in fondo è tutto un collegamento di sensazioni che mi spinge a tacere, a sembrare superficiale e addirittura ad ignorare cose fondamentali. la cattiveria verrà punita? le ingenuità verranno salvate? i torti restituiti a quelle persone che hanno solo patito? domande, ecco, troppo, davvero troppo, superficiali. la risposta è scontata, soprattutto per un occhio che mi ha vista ridere e piangere, ma davvero che non mi ha mai vista essere “felice”. lo ammetto mio malgrado, lo sono stata. la testa esplode, la mano trema, sorrido perchè questo, domani non ci sarà più; i miei occhi hanno brillato e il mio corpo si è fermato per quell’attimo che mi ha spiegato ogni cosa, ma adesso è scomparso, non lo troverò mai più, davvero mai più. tutto dunque è perduto, anche chi sa cosa significa “fine”, è perduto ugualmente. meglio essere cattivi. meglio, ne sono certa, ridere quando si conoscono verità mortali al cuore. vorrei essere salvata… sono troppi attimi che prego…è strano, riflettendo a me basterebbe esserlo per un unico e meraviglioso, anche se terribile, istante.