Spiagge d’Agosto.
Guanto di crine
su pelli delicate,
movimenti di corpi,
lembi di pelle che
si strappano.
Il tremore scuote
le viscere.
Fuochi perenni
illuminano il suo viso.
Spiagge affollate?
Un Paradiso.
20 Agosto 2010
Take a journey to the bright midnight…
Spiagge d’Agosto.
Guanto di crine
su pelli delicate,
movimenti di corpi,
lembi di pelle che
si strappano.
Il tremore scuote
le viscere.
Fuochi perenni
illuminano il suo viso.
Spiagge affollate?
Un Paradiso.
Estati andate via,
divorate,
come non fossero
mai esistite.
Lucciole della buonanotte,
sogni irreali,
finti,
seppur accaduti.
Il panico sulle nuvole grigie,
iene ululanti sul tramonto.
E la Luna sempre alta
sopra tutto.
A rubare la scena
al dolore.
Dolce sonno
nella notte
senza fine.
Mi allieterà
il tuo pensiero
fino a sprofondare
nel fango e nella luce,
nel dolore e nei sogni,
nell’amore e nella morte.
Per sempre.
Le ultime tre candele
nella notte senza luce
vanno via una ad una.
Vibra il mondo del sonno
e richiama a sé vagabondi,
erranti esploratori,
dai circoli di perdizione.
Solenne la cerimonia
del rientro.
Dormendo a occhi aperti,
padroni di due mondi
tuttavia intrappolati.
Immobili.
Magari potrei
ordinare
la grande pinta.
La luce del sole
schiumata e calda,
dorata e soffice.
Il prezzo è il ricordo
nel vuoto del bicchiere.
In simbiosi
col fuoco
in me.
A scambiarci
le forze
e consumarci.
Bruciore lento.
Allucinazioni,
vedere te
nel buio della notte.
Nella Luna più bella che c’è.
Notti insonni,
distesi sui mari,
sulle rive fangose.
Ore e ore
lambiti dal cielo
e dalla Luna.
Bruciati
da noi stessi.
Fino all’alba.
Il dolce sonno.
Antichi giardini
pazientemente adornati
di luci, e colori e suoni.
Equilibrio perfetto,
pur momentaneo,
etereo.
Distrutto dal freddo
in pochi istanti.
Tempesta tumultuosa,
il vuoto baratro
del gelo.
E petali danzanti
su fiori morenti.
Lampi nel sereno.
Incomparabilmente
immobili.
Chiarore intenso
nel buio della notte
e Luna calante.
Paura dei ricordi
e sguardo avanti.
Tu.
Bagliore immenso.